L’insostenibile leggerezza del Ragù

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Subito all’inizio della Genesi è scritto che dio creò l’uomo per affidargli il dominio sugli uccelli, i pesci e gli animali. Naturalmente la Genesi è stata redatta da un uomo e non da…unmanzo o un maiale. [citando Milan Kundera da L’Insostenibile leggerezza dell’essere per ShowFood]

“L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni”. Così scrive Kundera nel suo romanzo, ma questo stesso principio non vale quando ci si appresta a preparare il ragù napoletano: un piatto molto antico che deriva dalla cucina popolare francese, diventato pietanza simbolo della domenica in famiglia. Per cucinare questa celebre salsa, si deve tenere a mente che “la pesantezza, la necessità e il valore sono tre concetti intimamente legati tra loro: solo ciò che è necessario è pesante, solo ciò che pesa ha valore”.
Un buon ragù si ottiene solo tenendo a mente l’essenza di queste nozioni e la scelta dei prodotti tradizionali. In questo modo mai “sarà un dramma della pesantezza, ma della leggerezza”. Tutto “sembrerà d’un tratto più leggero. Quasi librando nell’aria. Entrando nello spazio magico di Parmenide, si assaporerà  la dolce leggerezza del sugo napoletano. Ora sulle vostre spalle non sarà caduto un fardello, ma l’insostenibile leggerezza del…ragù”.

…e alla fine dei giochi, il bello arriva “fumando”: una degustazione del Ragù appena “narrato” abbinato ad un sano calice di vino appositamente scelto da un esperto Sommelier

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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL RAGÙ

Testi di Febo Quercia
con Antonio Perna, Mariano Penza, Febo Quercia
Musica a cura di Daniele La Torre, Dario Mennella e Pasquale Termini
Arrangiamenti musiche a cura di Daniele La Torre
Direzione artistica a cura di Febo Quercia

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